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Associazione Pietro di Betsaida
Viale Principe di Piemonte, 67
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Arte del Sacro
L’Italia culla di civiltà e di religioni, conserva stratificati in ogni angolo del suo territorio ipogeo e apogeo, bellezze e testimonianze di tutti quei culti politeisti e monoteisti sviluppatisi nei secoli lungo tutta la penisola. Per citare solo le grandi linee di tale diffusione possiamo fare riferimento a quelle bellezze millenarie custodite e visitate da migliaia di turisti ancora oggi, quali le zone di culto archeologico ed i templi di Paestum o la valle dei templi ad Agrigento, Selinunte, oppure le aree catacombali di culto cattolico-cristiano di Roma e provincia, solo per riportare alla memoria i luoghi maggiormente noti a livello mondiale per quanto concerne le religioni politeiste.
L’associazione Pietro di Betsaida intende valorizzare tutte queste aree che oltre a essere legate al culto hanno assunto nel tempo un immenso valore e si connotano per una particolare complessità artistica. L’Associazione per prima cosa desidera far conoscere la complessa realtà culturale calabrese attraverso la presentazione di luoghi di culto di varia natura che ad oggi costituiscono mete di turismo e di pellegrinaggio per migliaia di unità. Tra i siti più antichi di ambito archeologico con connotazione sacra o religiosa, la Calabria vanta plurime opportunità di visita; la più estesa zona interessata dalla presenza di ampie necropoli è situata nell’odierna Locri e molteplici e di varie età risultano essere le necropoli e le aree interessate da primi rudimentali ma complessi sistemi di tumulazioni dei defunti, un po’ in tutta la regione. Testimonianze similari sono state individuate nei territori dei comuni di Nocera terinese (cz), Scalea, Ajello, Marcellina, Papasidero (cs), ed in altri ancora. Una zona archeologica particolare e dalle testimonianze stratificate è il Parco archeologico di Roccelletta di Borgia (cz) All'ingresso del parco, imponente si erge la basilica dedicata a Santa Maria della Roccella, chiamata anche Roccelletta del vescovo di Squillace. Una costruzione fatta in mattoni rossi, di epoca incerta, poiché diverse sono le fasi di costruzione della stessa, come facilmente si può evincere dall’osservazione della sua composizione, varia e non uniforme. Sono mescolati insieme diversi stili architettonici, quello romanico, bizantino e arabo. Secondo alcuni sarebbe stata edificata dai Normanni tra l'XI e il XII secolo, e probabilmente non venne mai portata a compimento. Nelle murature delle parti più alte della costruzione, si nota che sono stati riutilizzati materiali edilizi della città romana. All’interno, la costruzione si presenta vuota e priva di opere d’arte, con un’unica e grande navata che ha alla sommità l’abside divisa in tre parti e raggiungibile mediante ampie gradinate.
La nostra regione offre molteplici siti di interesse storico- religioso sia funzionanti che ormai dismessi e frequentati solo come luoghi di interesse artistico. Tra le mete visitate ogni anno da decine di fedeli e turisti possiamo menzionare gli antichi edifici ecclesiali di Gerace, il duomo di Cosenza di età normanno-sveva, risalenti alla seconda metà dell’ XI secolo; del 1377 è la chiesa di s. Maria della consolazione ad Altomonte, complesso per il quale hanno prodotto opere lo scultore Tino di Camaino e pare il celebre Simone Martini, dei quali si conservano nel borgo cosentino –rispettivamente- un mausoleo per Filippo Sangineto e una piccola tavola raffigurante un s.Ladislao.
Le grandi mete sacre e artistiche calabresi legano in molta parte la loro realizzazione a nomi di grandi personalità sia laiche che religiose. È il caso del complesso dell’abbazia florense di s giovanni in fiore, legata ed originata dagli studi dell’abate Gioacchino, dei conventi che hanno ospitato il passaggio e le preghiere di s. francesco di Paola, oppure di quei borghi che per volere dei feudatari e dei reggenti hanno conosciuto ampia e feconda fioritura artistica e devozionale: altomonte con i Sangineto, Catanzaro e mileto con i Sanseverino dal 1445 al 1888; dinastie e uomini illustri in misura innumerabile sono passati e hanno dominato questa regione nei secoli. Traccia del loro operato e del loro passaggio sono i centinai di borghi superstiti, con le fortificazioni ed i castelli, le numerose torri e cattedrali.

Più in generale l’Italia tutta annovera una trama articolata e consistente di veri e propri tesori formatisi in seno a grandi centri di culto od attorno alla figura di alcuni santi la cui devozione ha prodotto ingenti ricchezze. I più noti sono il tesoro di S. Gennaro composto da straordinari capolavori raccolti in sette secoli di donazioni di papi, re, imperatori, regnanti, uomini illustri, gente comune e facente parte di collezioni uniche e intatte grazie alla Deputazione della Cappella di San Gennaro, antica istituzione laica -ancora esistente- fondata nel 1527 per un voto della città di Napoli. Oggi il tesoro è esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro.
Nella Basilica di San Marco è possibile ammirare i tesori che sono custoditi al suo interno, tra i quali la famosa Pala d’Oro di oreficeria gotico-bizantina, la collezione di oggetti d'arte sacra e altri tesori. Il Tesoro della Basilica di San Marco è costituito da una preziosa raccolta d'arte sacra composta principalmente di oggetti orientali datati tra il VI e il XII secolo, portati a Venezia dopo la conquista di Costantinopoli nel 1204, ma anche di opere di oreficeria veneziana e occidentale dei secoli successivi. Il Tesoro è composto da circa 300 oggetti, molti dei quali sono ricavati da materiali pregiati e incastonati con pietre preziose ed è collocato in tre ambienti: l'Antitesoro, dove si trova la statua in argento di S. Marco, opera di Francesco Francesconi, del 1804, il Santuario, che espone 110 reliquiari e un raro paliotto orientale in alabastro, e il Tesoro (restaurato nel 1938).
All'interno della basilica si può visitare, dietro l'altare maggiore, la splendida Pala d'Oro, capolavoro dell'oreficeria bizantina e veneziana, realizzata in più fasi tra il X e il XIV secolo. Di più recente formazione è il tesoro di S. Lorenzo a Genova, costituito nel 1956 in forma museale, mentre il più antico e consistente è senza dubbio il tesoro di S. Pietro custodito nella basilica vaticana a Roma.
Questi sono solo i casi più noti di quelle ingenti ricchezze spirituali e materiali prodotte dai secoli di diffusione della Chiesa nel mondo, o donate in ex voto alla chiesa da cittadini di ogni nazione e tempo. Ma altre minori realtà, conservano intatto il loro fascino e il loro poliedrico valore, pur rimanendo fruibili o fruite da poche persone. La Pietro di Betsaida crede che si possa iniziare dal diffondere capillarmente queste realtà, fornendone dati particolareggiati e precisi, ricollegando tutto ciò a quei fenomeni maggiormente conosciuti e già diffusi a carattere nazionale e mondiale per favorire la diffusione di una cultura di massa sempre più approfondita ma in un modo che risulti facile ed assimilabile per tutti coloro i quali hanno voglia di conoscere ed indagare meglio il nostro passato per valorizzare il nostro presente.
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