Donazioni

Scopri come contribuire al finanziamento dei progetti dell'Associazione Pietro di Betsaida.
Vai alla pagina donazioni

Contatti

Associazione Pietro di Betsaida
Viale Principe di Piemonte, 67
87043 Bisignano (CS)
tel. 331.3600625
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Via Francigena

La Pietro di Betsaida promuove itinerari...La via Francigena

La via Francigena, chiamata anche via Romea, era la strada che da Roma, città santa, portava nell’Europa centro-occidentale. Già i Longobardi nel VII secolo usavano questa via (che poi si snodava per un certo tratto lungo l’antica via Cassia), per spostarsi lungo l’Italia, ma col tempo divenne netta la sua funzione di via di comunicazione dell’Europa centro-occidentale con il centro della cristianità, Roma, e, proseguendo a sud, con Gerusalemme.

La ricostruzione dell’itinerario della Via Francigena si basa sul documento dell’Arcivescovo di Canterbury Sigerico, che nel 994 si recò a Roma e, durante il viaggio di ritorno, compilò un diario con tutte le tappe toccate lungo il tragitto (da Roma a Calais in 79 giorni, oltre 1600 chilometri).

Il Consiglio d'Europa ha dichiarato la Via Francigena "Itinerario Culturale Europeo", come il cammino di Santiago de Compostela in Spagna.

Itinerario percorso della via Francigena

  • Londra/Canterbury
  • Calais
  • Bruay
  • Arras
  • Reims
  • Chalons sur Marne
  • Bar sur Aube 
  • Besancon 
  • Pontarlier 
  • Losanna 
  • Gran San Bernardo 
  • Aosta 
  • Ivrea 
  • Santhia 
  • Vercelli 
  • Pavia 
  • Piacenza 
  • Fiorenzuola 
  • Fidenza 
  • Parma 
  • Fornovo 
  • Pontremoli 
  • Aulla 
  • Luni 
  • Lucca 
  • S.Genesio 
  • S.Gimignano 
  • Siena 
  • S.Quirico 
  • Bolsena 
  • Viterbo 
  • Sutri
  • Roma

La Via Francigena

Chi oggi ripercorre la Via Francigena, magari a piedi, con il ritmo lento e naturale del viandante, può scoprire itinerari spesso “minori” ma ricchi di storia e di tradizioni.

Il moderno viator può incontrare grandi monumenti che ancora parlano della storia e della cultura del pellegrinaggio, come il duomo di Fidenza, costruito in fregio alla via Francigena; può riscoprire gioielli nascosti d’architettura come la romanica Pieve di Bardone, ai piedi dell’antico valico di Monte Bardone (Cisa); può visitare e toccare santuari e reliquie che da secoli attirano folle di pellegrini, come il misterioso e celebre VOLTO SANTO venerato nella Cattedrale di S. Martino di Lucca prefigurazione della Veronica romana; ritrovare i segni di una devozione “minore”, ma determinante per capire lo spirito che animava gli antichi pellegrini: edicole sacre, ex voto, croci segnavia, pie iscrizioni….

Altri segni, meno “faticosi” ma leggibili solo dai cultori del “viaggio lento”, sono, sul cammino per Roma, le effigi del Volto Santo che numerose costellano le strade da e per Lucca, o le belle “maestà” (effigi della Vergine) in marmo di Carrara poste da artigiani sapienti e fedeli devoti sulle facciate delle case lungo le strade della Lunigiana e della Versilia. I tesori del cammino romeo non sono solo i “luoghi del sacro”, ma anche numerosi “luoghi del profano”: le terme romane naturali di Bagnaccio presso Viterbo, o la vasca termale medioevale di Bagno Vignoni, presso Siena. Splendido ristoro!!

È possibile, infine, percorrere tratti intatti dell’antico cammino: a Castellonchio, prima di Berceto, presso l’antico valico di Monte Bardone, o, in Toscana, a Galleno, o, nel Viterbese, a Capranica, dove, fra i noccioleti, in luoghi legati al ricordo di Carlo Magno e delle chanson de geste, è possibile ancora camminare sul basolato della via Cassia romana affiorante nell’erba.

Addirittura, nella zona di Baccano, presso Roma, la via Cassia romana affiora intatta, ancoo lento con la natura e con la storia, emergono anche le antiche infrastrutture del viaggiare: camminando, se ne possono scoprire moltissime: granai e ponti fortificati, ospedali, stazioni di posta, cisterne, mulini, antiche locande.

Per far rivivere la via Francigena

Ora che i collegamenti fra l’Italia e l’Europa sono facili, rapidi e numerosi e che l’antico percorso compiuto dai pellegrini è stato inglobato in una rete stradale molto più ampia ed articolata, è importante cercare di fare rivivere la Via Francigena, per ridarle in pieno quella dignità che la Comunità Europea, sulla carta, le ha già riconosciuto e per restituire al nostro Paese una parte, importantissima, della propria cultura e della propria storia.

Le difficoltà, purtroppo, sono numerose, perché il percorso francigeno, a differenza del Cammino di Santiago, non ha mai avuto una “mitologia” ed una identità comune e non ha più una solida tradizione di cammino.

La strada di Santiago era nata ed era stata sostenuta da una precisa volontà politica di difesa nei confronti dell’Islam; il percorso francigeno era solo uno dei tanti che portavano a Roma, risultava esso stesso dal confluire di molti percorsi, e, per giunta, nel corso dei secoli, non è mai stato sostenuto da una volontà politica precisa, unitaria e ben finalizzata. Ora, se si vuole ridare davvero vita a questo itinerario, come è accaduto per il Cammino di Santiago, occorre individuare concretamente sul terreno un tracciato unitario e rivitalizzarlo tanto dal punto di vista del turismo culturale quanto dal punto di vista del turismo pedonale.

A questo proposito, per chi viaggia a piedi o in bicicletta occorrono innanzi tutto segnaletica e cartografia adeguate, solo in parte sinora realizzate; occorrono percorsi appartati dal traffico; occorrono credenziali ufficiali, che, dietro nostra iniziativa, l’Associazione dei Comuni italiani sulla Via Francigena ha già predisposto; occorrono strutture di accoglienza a basso costo, organizzate, efficienti, ben distribuite.

Occorre, infine, che nella Basilica Vaticana, come accade presso la Cattedrale di Santiago, si predisponga un apposito ufficio di accoglienza e si organizzino celebrazioni specifiche. Solo così si potrà incoraggiare chi intende mettersi sui passi degli antichi pellegrini e vedere le bellezze del nostro Paese con ritmi più naturali ed umani di quelli moderni; solo così si potrà fare della Via Francigena una vera strada per l’Europa.